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Governance e prevenzione dei reati

Adozione del Modello 231

Un modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo ed efficacemente attuato prima del fatto può escludere la responsabilità dell’impresa per i reati commessi nel suo interesse. Lo costruiamo sui rischi reali della tua attività, in proporzione alle dimensioni dell’impresa.

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Perché adottarlo

Che cosa protegge

L’impresa

Senza modello l’impresa è esposta a sanzioni pecuniarie e interdittive: divieto di contrattare con la PA, esclusione da finanziamenti e contributi, sospensione delle autorizzazioni (art. 9 d.lgs. 231/2001).

Gli amministratori

Il modello rafforza l’assetto organizzativo che l’art. 2086 c.c. impone di istituire e documenta che l’organo amministrativo ha presidiato i rischi.

I rapporti commerciali

Banche, committenti e capofiliera chiedono sempre più spesso il modello 231 nei questionari ESG e nelle qualifiche fornitori.

Prima, non dopo. L’esimente opera solo se il modello è stato adottato ed efficacemente attuato prima della commissione del reato (artt. 6 e 7). Adottato dopo, serve soltanto a ridurre la sanzione pecuniaria o a evitare quelle interdittive, a condizioni precise (artt. 12 e 17). Leggi: Modello 231 obbligatorio per tutti?
Il percorso

Dalla mappatura all’Organismo di Vigilanza

Ogni fase risponde a un requisito dell’art. 6, comma 2, e dell’art. 7, comma 4, del d.lgs. 231/2001. Niente modelli copiati: un modello che non viene applicato non protegge nessuno.

  1. Risk assessment

    Interviste e analisi dei processi per individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi reati.

  2. Gap analysis

    Confronto tra presìdi esistenti (deleghe, procedure, DVR, controlli contabili) e rischi rilevati.

  3. Redazione

    Parte generale, parti speciali con protocolli e gestione delle risorse finanziarie, codice etico, sistema disciplinare.

  4. Adozione e OdV

    Delibera dell’organo amministrativo e nomina dell’Organismo di Vigilanza, anche monocratico o affidato al collegio sindacale.

  5. Segnalazioni e formazione

    Canale interno ex d.lgs. 24/2023, divieto di ritorsione, formazione del personale.

  6. Aggiornamento

    Verifica periodica e modifica quando cambiano attività, organizzazione o catalogo dei reati.

Domande frequenti

Modello 231 nelle PMI

Il Modello 231 è obbligatorio?

In generale no: è un onere che consente all’impresa di difendersi. Lo diventa di fatto quando è richiesto da committenti, bandi o regole di settore, e chi lo adotta deve attivare anche il canale di segnalazione interna previsto dal d.lgs. 24/2023, a prescindere dal numero di dipendenti.

Ha senso per una piccola impresa?

Sì, se proporzionato. Negli enti di piccole dimensioni i compiti dell’Organismo di Vigilanza possono essere svolti dall’organo dirigente (art. 6, comma 4) e nelle società di capitali dal collegio sindacale (art. 6, comma 4-bis). Il modello si concentra sulle aree davvero esposte.

Abbiamo già un modello: serve rifarlo?

Spesso basta aggiornarlo. Il catalogo dei reati cambia di continuo: negli ultimi mesi, per esempio, sono stati introdotti i reati di violazione delle misure restrittive UE e quelli commessi con sistemi di intelligenza artificiale. La Verifica professionale indica che cosa aggiornare.

Quanto tempo serve?

Dipende da dimensioni e complessità: per una PMI con processi lineari il percorso si completa di norma in alcune settimane, tempi della raccolta documentale inclusi.

Contatti

Adotta o aggiorna il tuo Modello 231

Scrivici indicando attività, dimensioni e se hai già un modello: ti proponiamo un percorso e un preventivo.