L’impresa
Senza modello l’impresa è esposta a sanzioni pecuniarie e interdittive: divieto di contrattare con la PA, esclusione da finanziamenti e contributi, sospensione delle autorizzazioni (art. 9 d.lgs. 231/2001).
Un modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo ed efficacemente attuato prima del fatto può escludere la responsabilità dell’impresa per i reati commessi nel suo interesse. Lo costruiamo sui rischi reali della tua attività, in proporzione alle dimensioni dell’impresa.
Senza modello l’impresa è esposta a sanzioni pecuniarie e interdittive: divieto di contrattare con la PA, esclusione da finanziamenti e contributi, sospensione delle autorizzazioni (art. 9 d.lgs. 231/2001).
Il modello rafforza l’assetto organizzativo che l’art. 2086 c.c. impone di istituire e documenta che l’organo amministrativo ha presidiato i rischi.
Banche, committenti e capofiliera chiedono sempre più spesso il modello 231 nei questionari ESG e nelle qualifiche fornitori.
Ogni fase risponde a un requisito dell’art. 6, comma 2, e dell’art. 7, comma 4, del d.lgs. 231/2001. Niente modelli copiati: un modello che non viene applicato non protegge nessuno.
Interviste e analisi dei processi per individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi reati.
Confronto tra presìdi esistenti (deleghe, procedure, DVR, controlli contabili) e rischi rilevati.
Parte generale, parti speciali con protocolli e gestione delle risorse finanziarie, codice etico, sistema disciplinare.
Delibera dell’organo amministrativo e nomina dell’Organismo di Vigilanza, anche monocratico o affidato al collegio sindacale.
Canale interno ex d.lgs. 24/2023, divieto di ritorsione, formazione del personale.
Verifica periodica e modifica quando cambiano attività, organizzazione o catalogo dei reati.
In generale no: è un onere che consente all’impresa di difendersi. Lo diventa di fatto quando è richiesto da committenti, bandi o regole di settore, e chi lo adotta deve attivare anche il canale di segnalazione interna previsto dal d.lgs. 24/2023, a prescindere dal numero di dipendenti.
Sì, se proporzionato. Negli enti di piccole dimensioni i compiti dell’Organismo di Vigilanza possono essere svolti dall’organo dirigente (art. 6, comma 4) e nelle società di capitali dal collegio sindacale (art. 6, comma 4-bis). Il modello si concentra sulle aree davvero esposte.
Spesso basta aggiornarlo. Il catalogo dei reati cambia di continuo: negli ultimi mesi, per esempio, sono stati introdotti i reati di violazione delle misure restrittive UE e quelli commessi con sistemi di intelligenza artificiale. La Verifica professionale indica che cosa aggiornare.
Dipende da dimensioni e complessità: per una PMI con processi lineari il percorso si completa di norma in alcune settimane, tempi della raccolta documentale inclusi.
Scrivici indicando attività, dimensioni e se hai già un modello: ti proponiamo un percorso e un preventivo.