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Sociale

Responsabilità sociale d’impresa: cosa misura davvero la “S” di ESG

Quando si parla di ESG si pensa soprattutto all’ambiente. Eppure la “S”, il fattore sociale, è spesso quella su cui una PMI ha già molti dati, e quella che più incide sulla reputazione e sui rischi legali.

Perché le banche guardano anche alla “S”

Dal 2021 le linee guida dell’Autorità bancaria europea sulla concessione dei prestiti (EBA/GL/2020/06) chiedono alle banche di considerare i fattori ESG nella valutazione del cliente. Dall’11 gennaio 2026 si applicano anche le linee guida EBA sulla gestione dei rischi ESG (EBA/GL/2025/01); per le banche piccole e non complesse al più tardi dall’11 gennaio 2027. Per l’impresa significa ricevere sempre più spesso questionari che includono domande sul personale e sulla filiera.

Gli indicatori più richiesti

  • Salute e sicurezza: infortuni, formazione, sistema di gestione. Approfondisci
  • Condizioni di lavoro: tipologie contrattuali, contratto collettivo applicato, turnover.
  • Parità e retribuzioni: composizione del personale per genere e livello, divario retributivo. Parità di genere · Trasparenza retributiva
  • Formazione e welfare: ore di formazione per dipendente, misure di conciliazione, welfare aziendale.
  • Filiera: codice di condotta fornitori, controlli sui Paesi a rischio. Approfondisci
  • Territorio: iniziative per la comunità locale, collaborazioni con scuole ed enti del terzo settore.

Un linguaggio comune: lo standard VSME

Per evitare che ogni banca e ogni cliente chieda dati diversi, la Commissione europea ha raccomandato alle PMI uno standard volontario di rendicontazione, il VSME (Raccomandazione (UE) 2025/1710). Il modulo di base contiene un gruppo di indicatori sociali essenziali sulla forza lavoro: numero e caratteristiche dei dipendenti, salute e sicurezza, retribuzione, contrattazione collettiva e formazione.

Da dove cominciare

Raccogliere questi dati fa parte degli assetti organizzativi adeguati che il codice civile richiede agli amministratori. Molti dati sociali sono già in azienda: nel libro unico del lavoro, nel documento di valutazione dei rischi, nei registri della formazione. Il lavoro consiste nel raccoglierli, ordinarli e capire dove ci sono lacune. L’autovalutazione ESG gratuita è un primo passo per scoprirlo.

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Riferimenti normativi
  • EBA/GL/2020/06, Linee guida sulla concessione e il monitoraggio dei prestiti
  • EBA/GL/2025/01, Linee guida sulla gestione dei rischi ESG
  • Raccomandazione (UE) 2025/1710 della Commissione (standard volontario VSME)
  • D.lgs. 7 maggio 2026, n. 96 (trasparenza retributiva)
  • D.lgs. 11 aprile 2006, n. 198, artt. 46 e 46-bis

Le informazioni hanno carattere generale e sono aggiornate alla data di pubblicazione; non sostituiscono una consulenza sul caso specifico.